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Domande frequenti e rapporto con i bambini

1) Quali sono le doti caratteriali del Maremmano Abruzzese e quali eventuali difetti?

A premessa della disamina sulla attitudine comportamentale e caratteriale del Pastore Maremmano-Abruzzese mi sia consentito riportare il racconto di mio nonno di un episodio vissuto l’estate di qualche anno fa:
”ero nell’appennino umbro come al solito alla ricerca di bei soggetti. Percorrevo con mio nipote un sentiero fra due vallate diretto verso lo stazzo di un pastore che, mi era stato detto, possedeva un meraviglioso esemplare. Attendevo i calori di una mia femmina di grande genealogia, che ritenevo opportuno accoppiare con un maschio brado. Trovai il pastore e conoscendone la innata diffidenza incominciai un discorso qualunque dimostrando interesse per le sue pecore e per i suoi cani. Mi guardai nel frattempo intorno ma non vidi nessun cane che meritasse la scelta. Deluso quindi per la perdita di tempo, finii per dire chiaramente lo scopo della mia visita, esprimendo anche il mio rammarico. Il mio interlocutore rimase impassibile e senza mezze parole concluse la nostra conversazione dicendo che realmente possedeva un bel cane bianco, che tutti gli invidiavano per la straordinaria bellezza. Non lo avrebbe potuto distogliere dal suo lavoro per nessuna ragione e tanto meno per motivi che egli riteneva assai futili. Mi invitò rudemente ad usare il mio binocolo per guardare in lontananza….alle pendici del monte, al riparo di un costone verdeggiante, distinsi un meraviglioso cane bianco di mole straordinaria, e, a pochi passi una pecora in decubito lontana dal gruppo. Il cane era rimasto vicino a lei per assisterla ed impedire che chiunque le si avvicinasse.”
Questo è il cane da Pastore Maremmano Abruzzese, questo è il suo mondo pastorale da dove ha originato. Mai, approcciando caratterialmente questa meravigliosa razza italiana va trascurato questo approccio metodico! La prima cosa da tenere a mente ed in ogni caso, quindi, è che si tratta di un cane da pastore nel senso più completo del termine: incapace di adattarsi ad una vita che non soddisfi le sue attitudini naturali. Nel gregge continua a fare il lavoro per il quale si è distinto, e s’è conquistato una fama meritata di custode gelosissimo degli animali a lui affidati, sino all’estremo sacrificio della vita, capace di proteggerli dalle numerose insidie dei predatori: lupi, altri cani specie se randagi e vaganti, orsi, uomini. Storico nemico del lupo, ma anche del ladro di bestiame, nei territori in cui l’abigeato esiste e attenta alla proprietà, in questo suo lavoro è instancabile, resistente, capace di affrontare ogni fatica e privazione, amico inseparabile del pastore con il quale stabilisce un rapporto apparentemente alla pari, ma in realtà di dipendenza e di sottomissione. Con le pecore stabilisce un rapporto sorprendente, specialmente se, come è solito, è nato e cresciuto in mezzo a loro; si confonde con esse, non usa mai la forza, ma è paziente e ostinato anche se talvolta la loro proverbiale testardaggine tende a scoraggiare le sue iniziative. Conosce le loro fragilità e non ne approfitta, anche perché sa che il pastore non glielo permetterebbe. E’ amorevole con gli agnelli, dei quali assiste la nascita, perché gli piace lambirli del liquido di cui sono bagnati appena nati e del sangue, di cui talvolta sono imbrattati. Resta vicino alla partoriente, l’assiste a lungo anche perché sa che di questa sua attesa sarà premiato con la placenta, di cui, golosissimo, si nutre.
Anche posto a guardia di un’azienda o proprietà il cane Maremmano-Abruzzese ha il suo ruolo importante di guardiano. Non gradisce il primo venuto, impara presto a conoscere i confini entro i quali la proprietà è compresa. E’ geloso sia dei fabbricati, sia degli attrezzi, sia di tutti gli altri animali dell’azienda; non consente a nessun intruso di avvicinarsi troppo. Prende posizione in prossimità del cancello oppure si corica di traverso lungo lo stradone di accesso, possibilmente all’ombra di un albero o di un cespuglio, e, attento, osserva e controlla chi transita, per permettergli, o meno, il passaggio.

2) Lo vede bene in un appartamento o per lui è più congeniale uno spazio all’aperto?

Certamente sul terrazzo di un appartamento, in città, il cane da pastore Maremmano Abruzzese non trova il proprio habitat e le sue condizioni di vita non saranno le migliori, né potrà dare sicuramente il meglio di sé. Sino a pochi mesi di età potrà anche soddisfare colui che ha fatto questa scelta, perché è piacevole a vedersi e, come un balocco, sarà gradevole giocarci e trascorrerci del tempo, ma l’errore di tenere un cane di siffatto temperamento costretto in un ambiente così diverso da quello naturale condurrà presto ad amare delusioni conseguenti ad un riscontro caratteriale non corrispondente a quanto anche sopra delineato. Il Pastore Maremmano Abruzzese ha bisogno di spazio, di un ampio giardino, o di un bel cortile, in modo da sentirsi libero ma al tempo stesso legato al suo territorio. In queste condizioni potrà estrinsecare il meglio del suo carattere ed essere un ottimo inimitabile compagno di vita, oltrechè perfetto difensore della proprietà e della famiglia.

3) Come è il rapporto con i suoi simili e quello con i bambini?

Chi possiede un Maremmano Abruzzese deve riconoscergli un’entità psichica autonoma e non considerarlo come uno strumento od una estensione della propria personalità. Tale razza rivela la sua intelligenza non tanto nell’assecondare passivamente gli ordini del padrone, ma nel comprendere perfettamente una situazione ed agire secondo un perfetto buon senso. In questo è veramente sorprendente: se ad esempio ad un soggetto si volesse insegnare un esercizio, egli capirà subito ciò che si pretende da lui, ma la sua fierezza non lo spingerà ad assecondare il padrone nella esecuzione pedissequa, ma gli farà ripetere l’esercizio nel modo più logico e razionale, avendo il cane compreso “la ratio” di ciò che deve svolgere. Ed è anche per questo che i Maremmani Abruzzesi hanno verso il padrone capace, una fedeltà assoluta fino all’estremo sacrificio, ed il rapporto fra uomo e cane si concretizza tipicamente in questo vincolo inossidabile, che corrisponde per la nostra razza ad un istinto fondamentale.
Questo cane non vive a suo agio con un padrone ingiusto, irragionevole, sconsiderato o isterico: o finisce per diventare simile o lo abbandona. Non accetta supinamente le imposizioni insensate, non soggiace alle violenze o alle sevizie, cui si ribella, altrettanto alle percosse non meritate. E’ dotato di una memoria notevole che gli fa ricordare il sopruso per anni, di cui prima o poi si vendicherà. Il suo intervento non è mai avventato: se attacca lo fa per giusto motivo, e, se morde lo fa a ragione, senza mai perdere la testa, insistendo o infierendo. Preferisce prevenire il fatto, scoraggiando l’aggressore, il rapinatore, e al limite, colui che volesse realizzare un sequestro. I cuccioli Maremmani fin dai primi mesi di vita, adottati in una famiglia, hanno rispetto e riguardo verso gli altri animali di casa, verso il gatto che dorme sul divano, verso gli uccellini che si muovono nella voliera e verso i pesci dell’acquario. Comprende che il suo padrone riserva loro una condizione di privilegio e li protegge, quindi nei loro confronti finisce col diventare protettivo, perché questo è in lui innato e naturale. Diventa presto geloso e affezionato compagno di giochi dei bambini della sua famiglia, come se fossero il suo gregge in natura, purchè questi siano seri e leali nei suoi confronti e non ne facciano bersaglio di sciocchi dispetti, che non accetta. E’ custode dei loro giocattoli e delle loro cose, anche intime, che impara a conoscere annusandole, e a cui piace stare vicino. Proprio assecondando il suo istinto fondamentale è anche strenuo difensore della persona, sempre per l’innato senso protettivo che lo anima; svolge questa funzione senza che nessuno abbia ad insegnarglielo. Per questa sua innata qualità il cane da pastore Maremmano-Abruzzese è stato preferito ad altri cani (Studi Coppinger New England Farm Center dello Hampshire College nel Massachusetts 1982 che lo analizzarono e valutarono il migliore per tre differenti tipi di comportamento: “trustworthy” assenza di aggressività, “vigilanza” costanza nel lavoro, “protezione” capacità di prevenire un attacco), anche precisamente da difesa, ed è stato scelto come custode inseparabile di persone che risiedono o lavorano in ambienti cosiddetti a rischio per sequestri, estorsioni, rapine, perfetto difensore della proprietà, della famiglia e dei bambini.
Jacopo Simoni